Energia e ambiente - Il protocollo di Kyoto

Nel 1997, per far fronte alla necessità di ridurre le emissioni di gas serra e coordinare le politiche energetiche nazionali, 160 Paesi siglarono a Kyoto, in occasione della Convenzione quadro delle Nazioni Unite, un accordo noto come "Protocollo di Kyoto". L’accordo prevedeva una riduzione dei livelli di produzione di anidride carbonica entro il 2012 in una misura non inferiore al 5,2% rispetto ai livelli del 1990. Ratificato dai paesi firmatari nel corso dei primi anni del 2000, è diventato operativo soltanto nel 2005 con l’approvazione della Russia, quando è stato raggiunto il quorum richiesto (non meno di 55 Parti responsabili per almeno il 55% delle emissioni di biossido di carbonio, quantificate in base ai dati relativi al 1990). Il 16 febbraio 2005 il Protocollo è divenuto pienamente operativo. Tra i temi trattati, prevede la possibilità di servirsi di un meccanismo di Emissions Trading per l’acquisizione di crediti di emissioni, attraverso lo scambio di certificati tra paesi. Questo significa che un paese che abbia raggiunto una diminuzione delle proprie emissioni di gas serra migliore rispetto al proprio obiettivo può mettere a disposizione l’eccedenza ad un paese che non sia stato in grado di rispettare i propri impegni di riduzione. Il Protocollo propone linee guida per il raggiungimento degli obiettivi, in particolare: l’istituzione di politiche nazionali di riduzione delle emissioni, il miglioramento dell’efficienza energetica e lo sviluppo e promozione di fonti energetiche rinnovabili.

La situazione in Italia